venerdì 29 novembre 2024

Di concerti, emozioni e ricordi...

La scorsa settimana sono stata al concerto del conservatorio dove una mia cara amica suona e studia violino. Era da tempo che non andavo ad un concerto di musica classica, con una vera orchestra. Quando andavo alle medie suonavo il flauto traverso nell'orchestra della scuola. Era una cosa che amavo profondamente. Durante quegli anni mi sono profondamente innamorata della musica: è stata la mia salvezza, letteralmente. Suonare, cantare, ascoltare le mie canzoni preferite con l'iPod erano il pane quotidiano, il mio ossigeno.

Ho sempre pensato che la musica ha il potere di attraversarci, di toccarci in punti dell’anima che nemmeno sapevamo esistessero. Non importa se si tratta di una melodia dolce e delicata o di un ritmo incalzante e carico di energia: ogni nota si insinua nelle nostre vite, accompagnandoci nei momenti più bui e nei giorni più luminosi. Per me è sempre stato così.

Quella sera durante il concerto tante emozioni e tanti ricordi mi sono tornati alla mente, ricordi che pensavo di aver dimenticato. Ho provato una profonda nostalgia: mi manca molto suonare, mi spiace non aver continuato.

Ma è curioso, no? Come un semplice accordo possa riportarci indietro a un ricordo dimenticato, a un volto che credevamo sbiadito. O come un testo, ascoltato distrattamente, possa sembrare scritto apposta per noi, per descrivere quello che stiamo provando proprio in quell’istante. La musica non parla, ma dice tutto. Non spiega, ma ci fa capire.

C’è una canzone per ogni battaglia che affrontiamo, per ogni caduta che subiamo, per ogni volta che ci rialziamo. Quando le parole non bastano, c’è una melodia pronta a parlare per noi. Ed è lì che la musica diventa magia. Una magia che ci tiene in piedi quando tutto intorno sembra crollare.

A volte, la musica ci spezza. Una nota troppo triste, un testo troppo vero. Ma è in quel dolore che troviamo il coraggio di guardare dentro di noi, di sentire davvero. E altre volte, la musica ci guarisce. Una canzone che ci fa ballare come se nessuno stesse guardando, che ci fa sorridere anche quando non c’è niente da sorridere.

Alla fine, forse è questo il vero miracolo della musica: non ci chiede di essere forti, felici o pronti. Ci chiede solo di ascoltare. E nel silenzio di quell’ascolto, ci ritroviamo.

Perché la musica non è solo qualcosa che ascoltiamo. È qualcosa che sentiamo. Che viviamo. Che siamo.

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