martedì 15 aprile 2025

Recensione: "EGO SEX: Vincere La Dipendenza Dalla Masturbazione e la Tentazione Sessuale" di Antonio Morra

Titolo: EGO SEX: Vincere La Dipendenza Dalla Masturbazione e la Tentazione Sessuale
Autore: Antonio Morra
Data di pubblicazione: 6 Gennaio 2024
Ratings: ⭐⭐⭐⭐⭐

Trama: È forse il tema più tabù del Cristianesimo, eppure, da quando ho iniziato a viaggiare e visitare tante chiese in diverse città e nazioni, è quello più quotato tra le domande che mi vengono poste: “Cosa dice la Bibbia sulla masturbazione?”, “Masturbarsi è peccato?”, “Come posso vincere la dipendenza da masturbazione?”, “Posso masturbarmi senza concupiscenza/lussuria?”, “Come vincere la tentazione sessuale?”, “Come dominare i miei impulsi sessuali da single?” ed altre simili.
Quello che leggerai non è il semplice risultato di uno studio, è il frutto delle mie esperienze, delle cose che ho vissuto sulla mia pelle e che stanno aiutando tante persone. Un viaggio lungo, doloroso ma anche vittorioso. Sei pronto?

Recensione: Seguo Antonio Morra da diverso tempo, e la sua testimonianza su come Dio lo ha liberato dalle catene della pornografia è sempre di benedizione e di ispirazione.
Apprezzo molto il lavoro che svolge ogni giorno per divulgare e sensibilizzare le persone, ma soprattutto le chiese, sulla dipendenza da pornografia e su come vincerla.
Questo libro si incentra in maniera particolare sulla dipendenza dalla masturbazione e su cosa ci dice la Bibbia in merito.

Il libro è scorrevole e ho trovato gli insegnamenti e gli approfondimenti fatti da Antonio molto chiari e alla portata di tutto, soprattutto dei più giovani.

Il libro si prepone di trattare l'argomento in maniera particolare per chi è schiavo di queste dipendenza per dare un aiuto pratico su come comportarsi quando la tentazione sembra prendere il sopravvento. Allo stesso tempo, trovo che sia adatto a chiunque, in maniera particolare a leader e responsabili di giovani nelle chiese, perché permette di conoscere meglio questo "mostro" e insegna anche come poter aiutare i nostri ragazzi a vincerlo.

Estremamente consigliato!

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lunedì 7 aprile 2025

Non sprecare il deserto

Spesso l’attesa dura di più di quello che ci aspettiamo o di quello che vorremmo. Spesso ci troviamo nel deserto per più tempo del previsto e non ne capiamo il motivo.

Quando Dio ci fa attendere di più, è perché quello che sta preparando per noi ha bisogno di tempo per essere esattamente come Lui ha previsto che sia, perché va al di là di ogni nostro sogno, pensiero o desiderio.

Quando Dio ci tiene per più tempo nel deserto, è perché sta preparando noi a ricevere la sua benedizione, il nostro cuore, la nostra mente.

Il popolo di Israele è stato nel deserto per 40 anni perché non era pronto ad entrare nella terra promessa. Il loro cuore era ancora in Egitto, era ancora schiavo. Non avrebbero compreso fino in fondo ciò che Dio gli stava dando, non lo avrebbero apprezzato come dovevano e molto probabilmente lo avrebbero rovinato e sprecato (spoiler: lo hanno fatto comunque!)

Dio ha dovuto attendere che la nuova generazione raggiungesse la giusta maturità per farli entrare nella Terra Promessa, e ha dovuto aspettare che la vecchia generazione morisse, perché non sarebbero entrati nella Terra Promessa con la giusta maturità.

Probabilmente ora ti trovi in un tempo di attesa: hai ricevuto una promessa da parte di Dio e la stai aspettando ormai da tempo, ma sembra non arrivare. Dio continua a dirti “aspetta”, ma l’impazienza spesso prende il sopravvento.

Magari ti trovi in un deserto, e vorresti uscire, vedi la Terra Promessa laggiù all’orizzonte, ma non riesci a raggiungerla, e continui a vagare senza meta per il deserto.

Se Dio ti fa attendere è perché quello che ti ha promesso ha bisogno ancora di tempo per essere pronto per te. E allora devi attendere. E nell’attesa lodare.

Se Dio ti tiene nel deserto è perché sei tu a non essere pronto per ciò che ti ha promesso. E allora devi fare qualcosa. Devi cambiare la tua mentalità, devi portare via il tuo cuore dall’Egitto, o devi far uscire l’Egitto dal tuo cuore. Non appartieni più a ciò che ti sei lasciato dietro. Il deserto è un tempo di preparazione, un tempo di trasformazione, un tempo di cambiamento.

Di che generazione vuoi fare parte? Della vecchia generazione, che aveva ancora il cuore in Egitto, che rimpiangeva ciò che aveva lasciato perché non riusciva a vedere ciò che Dio voleva dargli, perché non riusciva ad avere fede perché la sua mente era ancora sotto la schiavitù? Vuoi far parte della generazione che è dovuta morire perché non era pronta a vedere la Terra Promessa perché non era abbastanza matura?

O vuoi essere parte della nuova generazione? Quella generazione che prenderà possesso della Terra Promessa perché ha un cuore libero e arreso a Dio? La generazione di Caleb e Giosuè, che hanno avuto fede, che hanno serbato la Parola di Dio nel loro cuore e hanno permesso a quella Parola di trasformare la loro mente e il loro cuore? Che sono stati “forti e coraggiosi”?

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venerdì 31 gennaio 2025

"Il fiore che sboccia nelle avversità, è il più raro e più bello di tutti"

Gli ultimi mesi sono stati pieni di sfide per me. Ho passato un periodo veramente brutto, stavo letteralmente andando a fondo e non sapevo come risalire. Tutto intorno a me andava in pezzi, come un castello di sabbia, e non riuscivo a fermarlo.

Poi però mi sono fermata io: ho respirato e ho lasciato che la corrente mi trasportasse. E anche se ho dovuto affrontare un po' di onde, un po' di alti e bassi, sono poi arrivata in un'isola di pace profonda. Lì Dio mi ha parlato, come penso mai abbia fatto in tutta la mia vita. E la cosa più straordinaria e che non ha più smesso.

Questo periodo mi ha insegnato come, in mezzo alla difficoltà, Dio sia in grado di insegnarci cose sempre nuove. E anche se ora sto vivendo quella fase di quiete e calma che segue ogni tempesta, Dio non smette di parlarmi, non smette di insegnarmi.

Ho imparato ancora una volta la potenza del perdono, l'importanza della consacrazione totale a Dio, la necessità di mettere SEMPRE Dio al primo posto in ogni area della mia vita. Qualcuno una volta ha detto una cosa simile:

"Metti Dio al primo posto e tutte le altre cose andranno al posto giusto."

Posso fermamente affermare che non c'è frase più vera.

Ah, sto anche scrivendo una canzone. O meglio: sto scrivendo frasi su un quadernetto che spero possano diventare una canzone.😄Si sta ancora definendo nella mia mente la storia che voglio raccontare. Ho sempre scritto racconti, tante poesie, ma mai una canzone. Ma le canzoni spesso nascono proprio da racconti e poesie, quindi forse potrei anche farcela. Per il discorso musica... beh, sicuramente mi farò aiutare. Che benedizione avere amici musicisti!🙏

Vi lascio la prima frase che ho scritto perché descrive perfettamente ciò che sto provando in questi giorni:

In ogni sogno e desiderio, in mezzo ai dubbi e alle domande: Tu sei Dio. 

 

 

 

venerdì 13 dicembre 2024

Di diari, promesse e futuro...

Girovagando su Pinterest come faccio ogni giorno, ho trovato una cosa molto interessante. In America molte ragazze hanno iniziato a scrivere un diario per il loro futuro marito, anche se ancora non sanno chi sarà. 

Scrivono preghiere per lui, per la loro futura vita insieme, versetti, cose che desiderano fare insieme. E poi, il giorno del matrimonio, lo portano in dono al loro compagno. 

Da quando ho 15 anni prego per il mio futuro marito, per il nostro matrimonio, per la nostra vita insieme. Ora ho deciso di iniziare anche io a scrivere questo diario. Ho preghiere e desideri sparsi ovunque, un po' sulle note del telefono, un po' su foglietti volanti nella mia Bibbia. Voglio mettere tutto insieme e creare questo diario e raccontare questo viaggio meraviglioso, documentare tutto. Non solo per farlo leggere al mio futuro marito ma per, un domani, poterlo condividere anche con i nostri figli. Voglio e desidero che sappiano quanto amo e amerò il loro papà, e desidero che imparino a mettere Dio al primo posto nella loro vita affinché ogni loro desiderio possa essere lo stesso che Dio ha per loro, e quindi che si possa realizzare secondo la sua perfetta volontà.



venerdì 29 novembre 2024

Di concerti, emozioni e ricordi...

La scorsa settimana sono stata al concerto del conservatorio dove una mia cara amica suona e studia violino. Era da tempo che non andavo ad un concerto di musica classica, con una vera orchestra. Quando andavo alle medie suonavo il flauto traverso nell'orchestra della scuola. Era una cosa che amavo profondamente. Durante quegli anni mi sono profondamente innamorata della musica: è stata la mia salvezza, letteralmente. Suonare, cantare, ascoltare le mie canzoni preferite con l'iPod erano il pane quotidiano, il mio ossigeno.

Ho sempre pensato che la musica ha il potere di attraversarci, di toccarci in punti dell’anima che nemmeno sapevamo esistessero. Non importa se si tratta di una melodia dolce e delicata o di un ritmo incalzante e carico di energia: ogni nota si insinua nelle nostre vite, accompagnandoci nei momenti più bui e nei giorni più luminosi. Per me è sempre stato così.

Quella sera durante il concerto tante emozioni e tanti ricordi mi sono tornati alla mente, ricordi che pensavo di aver dimenticato. Ho provato una profonda nostalgia: mi manca molto suonare, mi spiace non aver continuato.

Ma è curioso, no? Come un semplice accordo possa riportarci indietro a un ricordo dimenticato, a un volto che credevamo sbiadito. O come un testo, ascoltato distrattamente, possa sembrare scritto apposta per noi, per descrivere quello che stiamo provando proprio in quell’istante. La musica non parla, ma dice tutto. Non spiega, ma ci fa capire.

C’è una canzone per ogni battaglia che affrontiamo, per ogni caduta che subiamo, per ogni volta che ci rialziamo. Quando le parole non bastano, c’è una melodia pronta a parlare per noi. Ed è lì che la musica diventa magia. Una magia che ci tiene in piedi quando tutto intorno sembra crollare.

A volte, la musica ci spezza. Una nota troppo triste, un testo troppo vero. Ma è in quel dolore che troviamo il coraggio di guardare dentro di noi, di sentire davvero. E altre volte, la musica ci guarisce. Una canzone che ci fa ballare come se nessuno stesse guardando, che ci fa sorridere anche quando non c’è niente da sorridere.

Alla fine, forse è questo il vero miracolo della musica: non ci chiede di essere forti, felici o pronti. Ci chiede solo di ascoltare. E nel silenzio di quell’ascolto, ci ritroviamo.

Perché la musica non è solo qualcosa che ascoltiamo. È qualcosa che sentiamo. Che viviamo. Che siamo.